California Arizona Nevada Utah in 12 giorni. Il nostro pazzo itinerario

Come tutti i nostri viaggi anche questo è stato da pazzi scatenati. Si perchè a noi non piacciono quelle vacanze tutto relax e buffet pronti (potete leggere qui la nostra unica volta in crociera), se non corriamo un po’ e non ci mettiamo dentro un pizzico di adrenalina non siamo contenti!

La California è uno stato pazzesco e questo è un viaggio che dovete assolutamente fare una volta nella vita! Noi abbiamo adorato tutto, anche il terribile traffico di Los Angeles!

I viaggi ontheroad poi, ti lasciano un vissuto dentro che non dimentichi più. Fateli con la persona giusta (passare 8 ore in macchina sempre con la stessa persona può essere devastante se non siete affiatati), mangiate in macchina mentre ascoltate quella canzone, litigate (e di questo noi siamo leader indiscussi) e poi ridete a più non posso (e anche in questo ce la caviamo bene!!).

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Quando si dice “scegliti la compagnia giusta per l’on the road”

L’America poi farà il resto: il giallo sabbia del deserto, il rosso dei canyon, la polvere della Monument Valley, le pale eoliche di Palm Springs, la musica dei festival, le luci di Las Vegas, il sole basso che si tinge di rosa caldo e si fonde con la terra in penombra in quei tramonti che passano attraverso un finestrino della macchina, i brividi di stupore entrando nell’Antelope Canyon

Questo non è un viaggio. E’ un sogno.

IL NOSTRO ITINERARIO

I trasferimenti

Volo. Ho prenotato il volo 9 mesi prima della partenza, può sembrare assurdo, ma se volete un buon prezzo in questo momento è l’unico modo. Non credete ai last minute perchè se non avete la possibilità di partire infrasettimanalmente non troverete niente, anzi i prezzi saranno esorbitanti. Il Volo è lunghissimo. Da Bologna sono in totale 15 ore, e noi abbiamo avuto uno scalo di soli 50 minuti a Vienna! Io non amo particolarmente gli aerei (ve ne parlo qui), mio marito dorme tutto il viaggio (Dio che fortunaaaa!), i bambini lo vivono ormai tranquillamente (potete leggerne qui), mia sorella, che per questo viaggio è venuta con noi, ed al suo primo volo intercontinentale ha fatto 15 ore di ansia, nemmeno la melatonina le ha fatto effetto da quanto era tesa. Ha passato 15 ore a guardare un monitor con il disegno dell’aereo che si spostava dall’Europa all’America. Non seguite il suo esempio.

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marito simpatico

Auto.  Prima di scegliere come muoverci per questo tipo di viaggio, avevo sentito diversi pareri sul girare in America. Eravamo già stati in Florida trovandoci benissimo con il noleggio dell’auto; ma per questo tipo di ontheroad le distanze sarebbero state molto più lunghe, passando attraverso quattro stati diversi. Molti scelgono i tour con pullman o spostamenti con aerei continentali. Alla fine, abbiamo prenotato la macchina a noleggio dall’Italia per tutto il periodo. Per quanto ci riguarda, la scelta è stata azzeccata. Ha sempre guidato il maritino ad eccezione di una piccola frazione dopo la Monument Valley perchè il viaggio era lungo. Le macchine hanno tutte il cambio automatico e il navigatore impostato nella vostra lingua.

Abbiamo scelto la compagnia Hertz (in Florida avevamo usato Alamo ma abbiamo avuto un piccolo inconveniente con la carta: pagando il saldo l’ultimo giorno me l’hanno clonata!). Con Hertz ci siamo trovati bene, attenzione solo alla modalità di pagamento: quando siete sul sito è possibile scegliere in due modi: subito o alla consegna. E’ ovvio che il prezzo più alletante è quello del “paga ora”, cosa che ho fatto, per poi dover dare solo un piccolo saldo alla riconsegna dell’auto. Il problema è stato che gli Americani non ci hanno riconosciuto il pagamento effettuato sul sito Hertz Italia e pretendevano che pagassi una cifra totalmente diversa da quella già pagata. Alla fine abbiamo concordato che pagassi solo una cifra che era comunque più alta di quella che dovevo come saldo. Ho provato a contattare il sito Hertz al ritorno senza ricevere risposte esaurienti. Altro inconveniente da tenere bene a mente è che al momento della consegna dell’auto, ti chiederanno la carta bloccando una caparra, la nostra è stata di 500€; non poco visto che avevamo tenuto la carta per pagare durante il viaggio, verranno poi sbloccati alla riconsegna. Altro problema è stato il navigatore: ci eravamo trovati benissimo con quello di Alamo, mentre quello di Hertz è stato pessimo, lentissimo (15 minuti esatti solo per accendersi), con pochissimo gps e mal funzionante. Scaricatevi le mappe da Google Maps prima di partire sono utilissime quando non avete linea o wifi.

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Le strade americane sono enormi: a Los Angeles abbiamo contato 8 corsie di autostrada. E’ possibile che troviate delle autostrade a pagamento, in America non ci sono i caselli, leggono direttamente le targhe e quindi solitamente vi ritroverete a dover pagare qualcosa a rilascio dell’auto al noleggio (come ci è successo in Florida), in questo viaggio invece la Hertz non ci ha addebitato niente; ho controllato la carta di credito anche i mesi dopo, ma non abbiamo avuto ulteriori addebiti a quello che già avevamo pagato.

Attenzione a rispettare i limiti di velocità. Sì, è una palla fare i 70 quando sei su una strada immensa, sempre dritta e completamente solo, ma non fatelo. Non penso vorreste essere arrestati in America o anche solo essere fermati dalla loro polizia.

Attenzione alle corsie: nelle grandi città le corsie vengono divise per il numero di persone all’interno dell’abitacolo (assurdo lo so!). In California e Nevada la prima a sinistra è riservata a chi è in 3 o più, le altre per tutti (se non ricordo male). Attenzione se siete su una corsia che non rispetta il vostro numero di persone in auto, rischiate grosso.

Altro problema: i semafori! Li avrete sicuramente visti in qualche film. Si tratta di un filo sospeso tra un palo ed un altro con appesi dai 5 ai 10 semafori e soprattutto, non è dove c’è lo stop delle macchine, è dopo l’incrocio! Mettetevi nella corsia giusta e fermatevi allo stop (se vi fermate al semaforo sarete in mezzo all’incrocio) e aspettate il vostro verde! La svolta a destra è sempre libera: non dovete aspettare il verde, potete passare anche con il rosso. Quindi fate ben attenzione a non sostare mai sulla corsia a destra se dovete andare dritto!!

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Il parcheggio. Abbiamo girato tutta Los Angeles con l’auto ed è stato l’unico posto della vacanza dove abbiamo avuto problema con il parcheggio. Non tanto per l’hotel che ci aveva riservato un posticino nel sul cortile interno, ma quanto in Melrose dove per non leggere bene i cartelli abbiamo preso una fantastica multa di 72$ per parcheggio in sosta abitativa! Cercate i parcheggi che hanno davanti il parchimetro, inserite la carta di credito e i minuti di sosta e lui fa tutto da solo.

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Dove abbiamo dormito

Nonostante tutti ci dicessero di non prenotare niente, ma di “vivere alla giornata” (ahah a me? Maniaca compulsiva di organizzazione viaggio?!), non li abbiamo ascoltati e abbiamo prenotato tutto. La questione è semplice: vuoi un albergo top e pagare il giusto o ti accontenti di un motel sulla strada o se ti va male di dormire in auto? Uno, noi viaggiamo con due bambini, non possiamo permetterci di andare allo sbando, iIn questo viaggio poi ho portanto anche la mia sorellina ventenne al suo primo viaggio intercontinentale, non avevo voglia di farla preoccupare sul dormire (visto che già era in ansia per il lungo volo). Due, come dicevo prima, sono maniaca organizzativa. Il solo pensiero di partire senza una prenotazione mi fa impazzire.

Ma torniamo a noi.

Los Angeles: Hollywood Celebrity hotel (booking). Prezzo giusto, camera per 5 doppia comunicante. Classico hotel americano a un piano rialzato con le pareti azzurre e le porte gialle. L’ho adorato! Tra l’altro è proprio dietro alla Hollywood Boulevard quindi comodissimo.

Palm Springs: JW Marriot Palm Desert. Ci siamo stati 3 notti con il pacchetto del Coachella. E’ l’hotel più bello in cui sono stata in tutta la mia vita (almeno fino oggi!!). E’ molto costoso, ma basta guardarlo e capirete. E’ un sogno, è enorme, ma riesce a smaltire bene la gente che contiene e non sembra che ce ne sia così tanta. All’interno ha uno Starbucks, una piscina mega, palme, fenicotteri rosa e dalla finestra della camera tramonti da urlo.

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Disneyland: Disney’s Paradise Pier Hotel. Hotel dentro a Disneyland, abbastanza vicino all’ingresso del parco (una decina di minuti a piedi). Relativamente costoso come tutti gli hotel Disney al mondo. Molto carino e tematizzazione molto simpatica. Ci siamo stati per due notti. Abbiamo avuto solo un piccolo inconveniente che da un hotel stellato non ti aspetteresti..all’arrivo c’era una blatta enorme che stava uscendo dal mobile dietro la tv. E’ finita male sotto le grinfie (o meglio, la ciabatta) di mio marito, ma al momento di addormentarsi il pensiero andava sempre a lei, e se avesse una famiglia nascosta dietro alla tv.

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Las Vegas: Paris Hotel (booking). A Las Vegas non avrete problemi di scelta per l’hotel, ne esistono per tutte le tasche. Il Paris è centralissimo, davanti alle fontane del Bellagio, è stupendo e molto lussoso. Il prezzo abbordabile. Da sottolineare però che noi siamo capitati durante la settimana, ho letto che nel weekend i prezzi lievitano. Noi avevamo due camere comunicanti, grandi, non enormi, ma con vista pazzesca sulla (finta) Tour Eiffel. Il problema degli hotel di Las Vegas è che sono labirintici. In realtà è una cosa voluta dai proprietari, il cliente deve perdersi, in questo modo rimarrà a giocare dentro e si perderà tra luci e slot machine. Gli hotel sono collegati l’uno con l’altro e vi giuro che non riuscivamo a trovare la porta che ci portasse all’uscita. Trovate un hotel sulla Strip, non andate fuori dal centro di Las Vegas. Quando siamo arrivati uscendo dall’autostrada, abbiamo trovato una strada bloccata per lavori, siamo usciti e abbiamo dovuto fare un pezzo di periferia: terrificante. Case basse, sporcizia, ragazzini con skate che ti guardano male ai semafori. Penso di aver passato 15 minuti a dire: bambini non guardate, amo guarda dritto, chiudi le serrature, facciamo finta di niente.

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la vista dalla nostra camera

Grand Canyon: Kachina Lodge (nome che ovviamente è stato motivo di scherno da parte dei bambini per tutto il viaggio), il Lodge è all’interno del Grand Canyon, ce ne sono altri 3 della stessa società che gestisce il Canyon. Si prenota tramite il loro sito ufficiale. E’ davvero spartano, sembrano le camerate di un campeggio classico americano. Ma scostare le tende e avere davanti a te l’immensità del Grand Canyon non ha eguali. Non c’è wifi, quel poco che ti garantiscono in realtà non va.

Seligman: Deluxe Inn Motel (booking). Abbiamo voluto provare il classico motel sulla Route 66 per dividere il lungo viaggio che dalla Monument Valley ci portava verso il parco delle Sequoia. Siamo arrivati a tarda sera, era già buio, ma il propietario è sempre lì ad aspettare quanche viaggiatore. Molto molto spartano, appena entrati ci ha dato il benvenuto un mega ragno sul pavimento, ma tutto sommato la notte è andata bene! Super economico (abbiamo speso 90$ in 5)

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Sequoia National Park: Wuksachi Lodge (expedia). Avendo i tempi stretti abbiamo deciso anche per questa tappa di alloggiare all’interno del parco. Il Lodge è bellissimo, diviso in dependance staccate dal corpo centrale dove c’è la reception e il ristorante. Svegliarsi la mattina con accanto questi immensi esemplari di alberi è spettacolare. L’unica cosa che non avevamo capito in fase di prenotazione è che si trova a 2000mt di altezza, ad un’ora di macchina dall’ingresso del parco.

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Santa Monica: Loews Santa Monica Beach hotel (booking). Hotel stupendo con camera vista mare spettacolare. Dall’hotel è possibile scendere direttamente sulla spiaggia di Santa Monica. Davvero lussuoso e camera spaziosa, bagno immenso. Purtroppo quando siamo andati noi la piscina era inagibile, ma ha comunque una bellissima vista sul famoso Santa Monica Pier. Costoso, molto costoso.

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Temperatura che abbiamo trovato

Siamo partiti molto ottimisti, ma Los Angeles ci ha davvero fregato. Sia i primi giorni (20 aprile) che gli ultimi a Santa Monica (30 aprile) non abbiamo avuto più di 15 gradi di giorno. Abbiamo dovuto girare con il giacchetto, in particolare a Santa Monica il vento era gelato, la sera sul molo ci voleva il piumino.

A Palm Springs invece la temperatura era già quella estiva (25/30 gradi), del resto si trova in un deserto. Siamo anche stati in piscina.

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Universal e Disneyland si trovano a Los Angeles, per fortuna sono state belle giornate di sole e abbiamo trovato un caldino da t-shirt e pantaloncini; una classica giornata di primavera italiana con caldo al sole e freddo all’ombra.

Alla Death Valley eravamo preparati ai 45 gradi come infatti si sono registrati. Attenzione, non è il caldo italiano. E’ un caldo da deserto a cui per quanto tu possa pensarci, non sei preparato. L’aria è calda, l’asfalto è bollente, si fa davvero fatica a respirare. Dopo cinque minuti passati sulla sabbia iniziano a scottarti i piedi. Io mi sono sentita male con nausee e mal di testa così abbiamo dovuto saltare le ultime tappe e dirigerci verso Las Vegas.

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A Las Vegas è caldo. Andateci di sera e di notte, è la città senza orari, troverete sempre gente in giro a qualsiasi ora! Di giorno l’aria è calda e pesante. Del resto, siamo in mezzo al deserto!

Al Grand Canyon si sta bene, è freschino come in montagna d’estate da noi. La sera ci vuole la felpa.

Antelope Canyon e Route 66 ad Aprile è stato caldo, quel caldo bello da pantaloni leggeri e maglietta, quello che stai bene anche senza sudare!

Alle Sequoia sei a 2000mt. Noi non eravamo abbastanza preparati e venendo dal deserto dei giorni prima è stato piuttosto faticoso! La notte la temperatura è scesa sotto lo zero e la mattina sulla macchina c’era il ghiaccio. Ovviamente avevamo solo il giacchettino leggero, ma non ci siamo fatti scoraggiare!

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Telefono e wifi

Abbiamo pensato tanto a cosa optare per questo tipo di viaggio. Andando in America ci sono varie possibilità, dall’acquisto di una Sim americana, ai macchinetti di poket wifi da portare in borsa (opzione che avevamo scelto per il Giappone). Dopo un breve summit familiare abbiamo deciso che per questo viaggio non avremmo scelto niente e ci saremmo affidati solamente al WiFi, del resto siamo in america, il wifi è ovunque no? No. Allora, innanzitutto il wifi non è ovunque, lo troverete da Starbucks, da Mcdonalds, da altre catene, sicuramente nel vostro hotel in cui però starete solo la notte e nel quale arriverete stanchissimi. La scelta è da fare in base all’uso personale del cellulare. Siccome ormai servono solamente i dati per postare foto e fare telefonate tramite app di videochiamata, a noi è bastato averlo solo la sera in hotel o quando ci fermavamo per mangiare. E’ vero anche che le tante ore che passerete in macchina vi annoieranno e magari il telefonino può servire per fare compagnia. Ecco, per noi questo viaggio è stato il detox dal telefonino e la macchina momento per ascoltare musica, parlare, ballare, mangiare insieme e condividere il tempo. Credetemi a volte serve. L’unica difficoltà trovata è stata nel Grand Canyon dove il wifi dell’hotel non andava affatto e abbiamo dovuto staccare per due giorni (con parenti che ci credevano dispersi per l’America!), ma è bastato una semplice storia Instagram “Zero wifi siamo nel Grand Canyon e stiamo bene” per mettere tutti gli animi in pace.

“Perdersi” nel Grand Canyon è stato proprio bello!

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Parchi Nazionali e Annual Pass

Nel nostro tragitto ne abbiamo fatti 4, ma in questa zona ce ne sono tantissimi e se avete tempo non perdeteveli! Siamo stati ad abbracciare le Sequoia, immersi nel Grand Canyon , in mezzo ai cactus del Joshua Tree Desert  e a morire di caldo alla Death Valley !

Se valutate di vederne 2 o più il consiglio è quello di fare l’Annual Pass. E’ un ticket comulativo che al costo di 80$ a macchina vi farà entrare in tutti i parchi nazionali americani, sono davvero tantissimi e potete verificare l’ingresso e i costi sul sito ufficiale. Noi calcolando i prezzi dei singoli parchi e dell’Annual Pass risparmiavamo qualche dollaro così l’abbiamo scelto di farlo; è anche un modo per non doversi fermare ogni volta all’ingresso per il pagamento. Vale un anno quindi potete anche valutare di tornarci nell’anno, magari visitando qualche altra parte di America!Noi abbiamo visitato anche la Monument Valley e l’Antelope Canyon che essendo sotto territorio degli indiani Navajo non è compreso nel pass ma andrà pagato sul posto.

Cibo

Ci sono due correnti di pensiero riguardo al cibo americano: si mangia male, si mangia bene. Vabbè, io che sono peggio dei bambini posso garantirvi che si mangia molto bene; attenzione, non dico che il loro cibo è sano ed è uno stile di vita da seguire. Ma per due settimane sbaghinarsi (scusate il romagnolismo) di cibo spazzatura non ha eguali!

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Adoro Starbucks e i suoi beveroni sormontati da chili di panna, adoro i loro hamburger giganti con il bacon che scricchiola sotto i denti e il cheddar che fila, adoro le mega crocchette di pollo che troverete nei fast food, adoro come grigliano il salmone e le uova alla benedict la mattina. Io parto con la consapevolezza che se vado in America ingrasserò un bel po’!!

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D’altra parte mia sorella che cercava insalatine e verdure è riuscita a dimagrire.

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la bambina che ruba le insalatine della zia

Una cosa che abbiamo fatto fatica a trovare è stata l’acqua naturale!! In ogni fast food è compreso un bicchierone gigante (è due volte il nostro grande del Mc) di bibita a scelta che vi verserete da soli agli appositi dispencer. E qui viene il problema: coke, diet coke, pepsi cola, 7up, dr pepper…e via con altri nomi strani di bibite gasate, l’acqua non c’è, così leggi Ice e pensi che sia acqua fredda, premi la levetta e ti inondi di cubetti di ghiaccio. Figuroni. Allora torni al bancone, chiedi alla commessa che guardandoti come se fossi un alieno ti chiede 3$ per una bottiglietta da mezzo litro. A me e Tommaso non piacciono le bevande gasate, abbiamo proprio un problema con le bollicine..capite il nostro grande problema di “acqua”. Per fortuna esistono i mega supermarket.

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ecco magari questa pasta anche no!

A proposito di supermarket, noi abbiamo considerato che avremmo passato molte ore in macchina in questo ontheroad, così appena arrivati ci siamo riforniti di snack e acqua.

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e vai di modezza varia

La cosa che ci è stata più utile e che consigliamo di acquistare subito è una cassa con manico in polistirolo nella quale mettere il ghiaccio (che vendono in enormi sacchettoni) e rifornire di bevande. Credo che senza di questa nella Death Valley saremmo morti. La butterete via prima di partire (la nostra dopo 12 giorni era distrutta!).

E adesso partite per questo fighissimo ontheroad con noi…click.

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