Cosa vedere al Met di NY in due ore e con i bambini!

Il Metropolitan Museum a New York è un museo imperdibile che racchiude opere di insestimabile valore e bellezza. Troverete opere famosissime che, se anche non siete appassionati di musei, dovete vedere!

Come tutti i grandi musei però, il problema sta nel non perdersi tra centinaia di opere, perdendo tempo prezioso e magari uscendo senza aver trovato quello che si cercava (negli anni ho notato che chissà perchè le opere più famose sono sempre un po’ nascoste..). Prendete allora carta e penna, girate internet, cercate guide online, guardate le mappe, segnatevi le opere più importanti e il miglior percorso da fare per non perderdervi o girare alla rinfusa come matti per tutto il giorno! Se però non ne avete voglia..ecco qua pronta la mia guida con la quale abbiamo passato una mattinata (circa 2 ore) al Met!

Siete davanti al “Met”, come lo chiamano simpaticamente i newyorkesi, (noi ci siamo arrivati a piedi da Central Park) la prima cosa che noterete è questo ingresso pazzesco con queste enormi colonne e una scalinata da film (ed è stata infatti scena di film vari e serie tv come Gossip Girl).

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Entrate, acquistate il biglietto, se non lo avete già con il City Pass, prendete la mappa (non dimenticatela mai!) e cominciate il vostro tour alla destra dell’ingresso. Mi raccomando, non proseguite diritto, ma subito alla destra.

La prima fermata sarà la Gallery 100. Siamo nel 2831 B.C. (o A.C. all’italiana) prima civiltà dell’antico egizio, e questa è la grande Mastaba Tomb of Perneb. Si tratta di una tomba che gli egittologi hanno chiamato Mastabe (banco in arabo) costruita in mattoni e pietre a forma rettangolare. Il tetto è piatto, siamo del resto nella prima fase del regno egiziano. La cosa che ho adorato del Met è il modo in cui si possono visitare le opere, come in questo caso in cui entrerete dentro la tomba proprio come facevano gli antichi egizi. Quindi come in origine, passando attraverso una piccola camera ingresso in un cortile interno, che era a cielo aperto ma chiuso ai lati.

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Proseguite all’interno della parte egizia raggiungendo la Gallery 105. Siamo nel 1980 B.C. e dentro la vetrata assieme a tanti altri reperti archeologici, c’è un piccolo modellino rappresentante il re Meketre su una barca che ci dà indicazioni di come gli egizi viaggiavano sulle imbarcazioni: il re è colui che ha un fiore in mano (è il simbolo del viaggio nell’aldilà), davanti a lui, seduto, il capitano della nave, mentre quello in piedi ha funzione di vedetta per determinare la profondità del fiume. L’opera si intitola Travelling Boat being Rowed.

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Arriviamo alla Gallery 131, il Tempio di Dendur. Periodo 15 B.C. Regno di Cesare Augusto. Le basi di questo grande tempio sono foderate da papiri in lino e piante di loto che rappresentavano l’acqua del Nilo come nascita e crescita. Sopra l’ingresso sono disegnate immagine del sole e ali del dio Horus. Sulle pareti esterne scene del re che fa offerte agli dei. All’interno ancora immagini del faraone che in realtà a quel tempio era l’imperatore Cesare Augusto.

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Dalla sala 700 giriamo a sinistra entrando nell’ala Arms and Armor. Fermatevi alla Gallery 371. Siamo nel 1586 davanti alla perfettamente conservata Armatura di George Clifford, campione e cavaliere favorito dalla regina Elisabetta I. Sull’armatura si può ben notare la rosa dei Tudor. Questa armatura era utilizzata nei tornei e fu perfettamente decorata nei laboratori di Greenwich.

Tornate alla Gallery 700, proseguite per la Gallery 305, una buia stanza con un cancello gigante..e uscendo da questa girate a sinistra. Proseguite per tutte le sale fino in fondo alla Gallery 534. Siamo nel 1616 davanti ad una straordinaria opera di Bernini. E’ il Bacchanal, una delle sue prime opere. Guardate la vivacità, le diagonali. le linee. Mi stupisco sempre quando vedo queste composizioni in marmo che peseranno un accidente e mezzo, ma a guardarle sono così leggere da sembrare vive.

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Tornate indietro e girate alla galleria di destra e poi ancora a quella di destra, aiutandovi ovviamente con la mappa. La Gallery 548 è un lungo corridoio illuminato con tantissime opere. E’ proprio al centro che è posizionato il Perseo con la testa di Medusa di Canova (anno 1804). Una stessa versione di questa opera, sempre eseguita da Canova, si trova ai Musei Vaticani. E’ questa la seconda versione in cui Canova ha perfezionato i dettagli e gli ornamenti puntando ad un effetto più lirico. Al Met è presente anche una prima versione di Amore e Psiche che sfocerà poi in una seconda versione straordinaria che è però al Louvre. Io ho preferito saltarla per dare spazio ad altre opere e perchè avendo già vista quella al Louvre non mi interessava, nel caso vogliate vedere questa antecedente versione è alla Gallery 629 second floor.

Proseguiamo avanti continuando per il corridoio dopo le sale, in fondo a destra sala 902. Cambiamo arte, cambiamo secolo, siamo nel 1927 con Mirò: Circus Horse. Pittore surrealista dalle forme astratte e dominata dal sogno e dall’Io interiore. Qui viene rappresentato un circo con un brillante sfondo blu, un cavallo e una figura centrale e il direttore del circo che tiene una frusta.

Tornando indietro ci fermiamo alla Gallery 901 Modigliani, Jeanne Hebuterne, periodo 1919. Il quadro è uno dei suoi più belli (per me il più bello). Come in altre 20 opere rappresenta la sua amata Jeanne sempre vestita e mai nuda o volgare. L’amore che legava i due era talmente intenso che quando lui morì di tubercolosi la moglie incinta si suicidò il giorno dopo.

Torniamo al corridoio per prendere l’ascensore e salire al 2nd floor. Prendete la destra dell’ascensore e poi la sinistra a fine corridoio entrando nella sala 830. Qui il più importante artista della pittura moderna: Picasso. Sono due i quadri in questa sala che ci interessano, Seated Harlequin del periodo blu impressionista e La Coiffure periodo rosa sempre in una corrente impressionista. Il primo quadro che raffigura un Arlecchino pensieroso a sembrare quasi un Pierrot della cultura popolare. Ma qui Arlecchino ci mostra la malinconia di un pagliaccio che perde inevitabilmente il suo amore, Colombina. Si riferisce in realtà al suicidio dell’amico Casagemas, non corrisposto in amore.

Nel secondo quadro Picasso si ispira alla “Vergine e Sant’Anna” di Leonardo da Vinci (come fa spesso nei suoi quadri, ispirandosi e ribaltando il dipinto di un’altra epoca). Curiosità simpatica che si nota è che Picasso dipinge su una tela già usata: ci sono almeno tre quadri completi sotto la superficie. Picasso ricomporrà lo stesso quadro nel 1954 seguendo la corrente del surrealismo, facendolo apparire quindi totalmente differente.

Seguono sale e sale stracolme di opere di pittura magistrali. Vi indico le migliori, non perdetele.

Sala adiacente alla 830, la Gallery 826.

Van Gogh, Cypresses 1889. Dipinto durante la sua permanenza al manicomio di Saint-Rèmy. E’ rappresentata la campagna provenzale fatta di cipressi e ulivi.

Van Gogh, Self-portrait with a Straw Hat 1887. Autoritratto dell’artista che, rimasto senza soldi, ma determinato a diventare un pittore, diventa il suo miglior modello. La tecnica neo-impressionista di lavorare a piccoli tratti e con un uso specifico della teoria dei colori.

Gauguin, La Orana Maria 1891. Il pittore come saprete vive a Tahiti, Polinesia alla ricerca della purezza del primotivo, del non contaminato rimanendo affascinato dalle donne polinesiane sempre soggetto dei suoi quadri. I suoi colori sono accessi a tratti innaturali. Dipingerà varie serie di dipinti dedicati alle credenze religiose della Polinesia, ma in questo quadro si rifà al tema cristiano dipingendo una Maria tahitiana con in braccio Gesù; come spiegherà poi lui stesso in una lettera.

Sala affianco, 823.

Van Gogh, Shoes 1888. Post impressionista e pre-espressionista Van Gogh dà forma alle immagini interiori trasfigurando la realtà. Gli elementi sono i simboli dei suoi stati d’animo e delle sue sofferenze.

Van Gogh, Wheat Field with Cypress 1889. Terza versione del quadro (le altre sono alla National a Londra). L’arte di Van Gogh lo si evince da una frase che scrive a suo fratello in una lettera “i cipressi sono sempre nei miei pensieri, vorrei farne una tela come i quadri di girasoli e mi stupisce che nessuno li abbia ancora fatti come li vedo io.” E’ l’anima impressionista, non si pittura più rappresentando gli oggetti materiali, ma l’oggetto è tramite di espressione per i sentimenti del pittore. Le intense pennellate usate per rappresentare i cipressi ci mostrano tutta l’inquietudine dell’anima di Van Gogh. Inoltre i cipressi sono per tradizione simbolo di salita al cielo spingendosi dove l’uomo non può andare, il contatto tra l’uomo e il divino.

Sala 825.

Cezanne, The card players 1890. Post-impressionista, pre-cubista. Cezanne, benestante, dipinge solo per il suo gusto di dipingere (venderà solo una tela prima di morire),  nella tela sono rappresentati i contadini che giocano a carte, si tratta in realtà di braccianti utilizzati come modelli. A Cezanne, come agli impressionisti, non interessa il soggetto, ma lo utilizza solamente come quadro di prova per esperimenti sul colore.

Cezanne, Mont Saint-Victorie and the Viaduct of the Arc River valley 1882.

Cezanne, The gulf of Marseilles seen from l’Estaque 1885.

Sala 824.

Renoir. Madame Georges Charpentier and her children 1878. Dipinto meraviglioso, commissionato, dove Renoir da espressione di poesia di una casa elegante e dei bei abiti del tempo. Il salotto è in stile giapponese, come andava di moda in quegli anni, l’arredamento, gli abiti ci mostrano il gusto della signora ritratta. Le piccole che siedono accanto sono vestite in modo identico; la seconda siede proprio sopra al cane di famiglia.

Sala 821.

Monet, Poppy fields near argenteuil 1875. Non il quadro più famoso di Monet, ma sicuramente di grande impatto per la sua bellezza. Impressionista, Monet non ha mai un soggetto in particolare nei suoi dipinti, la realtà viene percepita attraverso impressioni soggettive che mostra con tocchi rapidi e colori luminosi.

Sala 818.

Monet, Garden at Sainte-Andresse 1867. Località balneare dove Monet si reca con la famiglia. La scena dipinta è vivace, illuminata dal sole. I personaggi del dipinto sono i suoi parenti utilizzati come modelli. Il cielo, il mare, la terrazza sono tre bande ben distinte dal colore.

Monet, La Grenouillere 1869. Monet dipinge nella località balneare sulla Senna dove è solito fare canottaggio.

Sala 810.

Manet, The Monet family in their garden at argenteuil 1874. Manet è in villeggiatura con Monet e le famiglie. Mentre Manet dipinge la famiglia di Monet, lo stesso Monet dipingerà l’amico che dipinge al cavalletto. Sembra una storia buffa, ma gli impressionisti, in particolare i due e Renoir erano soliti passare il tempo insieme.

Sala 815.

Degas, Dancer practicing at the barre 1877. Le famose ballerine di Degas che vedremo anche in altri quadri nelle sale sucessive. Curiosità di questo è che nel 1912 fu venduto per 95.700 $, cifra record per un artista ancora in vita.

Degas, The dance class 1874. Uno dei quadri più famosi dell’artista. Potete contare 24 donne tra ballerine e le loro madri che attendono, mentre una sta provando per l’esame. Il maestro di danza dirige la classe. Sulla parete accanto allo specchio un poster raffigurante il Guglielmo Tell di Rossini rendendo così omaggio alla cantante che lo interpretò, la quale aveva commissionato il quadro.

Sala 816.

Degas, The rehearsal of the ballet onstage 1874. L’atrista esegue tre versioni di questo dipinto, ce ne sono due qui e una più grande al d’Orsee a Parigi. Possiamo notare la grande attenzione che Degas dimostra per i soggetti dipingendoli con minuziosità: dalla ballerina che si gratta la schiena in primo piano, a quella che sbadiglia accanto al palco.

Spostatevi adesso in direzione est per l’ultima fatica. Nella zona riservata alla pittura europea ci sono le ultime due piccole sale che non potete assolutamente perdervi. Sempre al 2nd floor, guardate bene la mappa per il percorso.

Sala 632

Vermeer, Young woman with a water pitcher 1662. Il tema è quello di una donna ideale in una casa ideale. Testa e spalle coperte dall’abito di lino, con le mani la donna esegue azioni come aprire la finestra e versare l’acqua dalla brocca, che si compivano alla mattina. Un filo di perle esce dal portagioie. Le forme equilibrate, i colori armoniosi aumentano la serenità che trasmette il quadro.

Vermeer, A Maid Asleep 1657. Di nuovo una giovane donna dentro le mura domestiche, sarà il tema che maggiormente attrarrà l’artista. Si tratta di una cameriera assopita dopo aver lavorato, si possono notare i bicchieri e una brocca rovesciata vuota. Il sorriso della ragazza è sognante.

Sala 621

Caravaggio, The denial of Saint Peter 1610. Magnifica opera del Caravaggio. Siamo nell’ultimo periodo della sua vita, caratterizzato dall’effetto di luce sui soggetti in contrasto con lo sfondo nero. Pietro viene mostrato prima di rinnegare, quando la donna lo accusa di essere seguace di Cristo. Le due dita puntate della donna e quella del soldato stanno a signoficare i tre rinnegamenti di pietro.

Caravaggio, The musicians 1595. Tela del Caravaggio dipinta su commissione, si tratta di una allegoria alla musica, con cupido mostrato sulla sinistra. I costumi di aspetto classico e l’autoritratto di Caravaggio incluso nell’opera, il secondo ragazzo da destra.

Sala 616

Boucher, The toilette of venus 1751. Nella tela è raffigurata in realtà Madame de Pompadour, amante del re Luigi XV e ammirata da Boucher. L’allusione a Venere e ai suoi amorini descrivono la storia amorosa della donna. I soggetti sono rappresentati morbidi, elastici. Il divano è in stile rococò, i tendaggi pesanti, il velluto, l’oro ci fanno tornare ad un’epoca di lusso aristocratica libera da preoccupazioni.

Ecco, chiudiamo qui il percorso tra le meraviglie dell’arte del Met, avere una linea guida per i musei aiuta molto ad entrare nello spirito della storia e dell’arte. Come avrete notato, (ad eccezione degli ultimi quadri posizionati in uno spazio riservato del Met) ho cercato di seguire una linea temporale-storica nelle sale, senza passare da un secolo ad un altro a caso, che creerebbe solo più confusione nella visita e ne rimarrebbe ben poco alla fine.

Come ultima chicca del Met non perdetevi il Roof Garden dove troverete spazio per un po’ di relax, e unva vista stupenda di Manhattan. Noi siamo letteralmente svenuti dopo il tanto camminare dentro al museo! E anche un piccolo bar per rifocillarvi!

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Tips. Ehi ma non era un articolo per i bambini?

Come sempre abbiamo visitato questo museo con i nostri bimbi. Caterina aveva 2 anni e ha dormito praticamente tutta la visita nel suo passeggino. Per Tommaso invece 6 anni, avevo preparato un giochino-caccia al tesoro. Da casa avevo stampato una mappa del Met formato gigante con una linea da seguire all’interno del museo. Su dei fogli adesivi avevo stampato e ritagliato con un bisturi (in modo che si potessero poi staccare come gli stikers che si comprano) tutti i disegni delle opere che avremmo visto. Tommaso girava quindi con la sua grande mappa seguendo la sua linea, cercando i numeri delle sale e una volta lì guardando tutte le opere per cercare quella del bollino. Una volta trovata si attaccava lo stickers sulla mappa. Tommi si è divertito tantissimo e in 2 ore di museo, mai annoiato! Ad un certo punto mentre in tre lo aiutavamo a cercare un dipinto si è avvicinata una guida del Met chiedendoci con stupore dove lo avessimo acquistato! Quando gli ho spiegato che l’avevo costruito io a casa mi ha sorriso esaltata dicendomi che avrei dovuto vendere questa bellissima idea!

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