Kyoto, il Giappone degli imperatori

“Dicono che il Giappone è nato da una spada. Dicono che gli antichi dei hanno immerso una lama di corallo nell’oceano e che, al momento di estrarla, quattro gocce perfette siano cadute nel mare e che quelle gocce sono diventate le isole del Giappone.

Io dico che il Giappone è stato creato da una manciata di uomini coraggiosi, guerrieri disposti a dare la vita per quella che sembra ormai una parola dimenticata: onore.”

Potrei stare ore a raccontarvi della storia del Giappone che ho studiato prima di partire, storie di valorosi samurai, attacchi di potere, famiglie rivali che spostarono le capitali da Nara a Kyoto a Tokyo; del periodo Edo e dell’imperatore Tokugawa. Kyoto rappresenta tutto questo.

Allontanandovi dalla zona centrale della Kyoto moderna dove sicuramente alloggerete, avrete modo di riscoprire la vera essenza del Giappone al di là di Pokemon, Otaku, karaoke e modernità. Kyoto antica rimane bloccata al 1600 con negozietti storici (ora di souvenir), castelli e grandi templi con le loro pagode rosse.

Dedicate almeno un giorno ad ogni zona.

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Zona centrale

Non perdetevi il pittoresco mercato Nishiki Market, è molto grande ma giratelo per qualche ora! Troverete storici negozietti gestiti da generazioni. Caramelle allineate ad una ad una, di ventagli colorati, di ombrellini in fila, tutto preciso e ordinato come solo i giapponesi riescono; accanto a bancarelle di enormi frutti di mare come ostriche e ricci, e pescherie di anguille. Non aspettatevi un mercato da piazza aperto come i nostri italiani, questo si svolge tutto in un groviglio di minuscole vie, in poche parole sai dove entri e non capisci mai da dove esci.

E’ qui vicino al Nishiki Market che abbiamo fatto la meravigliosa esperienza della Cerimonia del tè. Vi rimando al post più lungo e consiglio davvero di farla, ovviamente bambini inclusi!

Ultima visita della Kyoto centrale è il Castello Nijo. Già appena arriverete davanti l’atmosfera che si respira è quella di essere catapultati nel 1700 con samurai e geishe. Tutto è tenuto estremamente perfetto, i giardini alla giapponese sono un incanto, tutto disposto maniacalmente come da tradizione e mantenuto vivo ancora oggi dopo centinaia di anni.

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Le visite all’interno non sono spiegate quindi armatevi di una guida già in Italia; io lavoro già molti mesi prima della partenza acquistando due guide la Lonely e la National, e su un quadernino appuntandomi e scannerizzando tutte le spiegazioni che voglio avere con me nel posto (che poi alla fine viene consultato poco perchè imparo tutto a memoria). Il castello Nijo nel 1600 fu simbolo di potere e ricchezza dello shogun Tokugawa, fu poi residenza imperiale. E’ davvero molto grande, noi ci abbiamo passato 2 ore buone. All’interno del castello si trovano le stanze divise dai pannelli scorrevoli decorati, dove sono state posizionate delle statue a dimostrazione di come venivano utilizzati gli spazi. La caratteristica meravigliosa di questo castello sono i famosi “pavimenti a usignolo” costruiti inserendo delle viti particolati tra le travi in modo che chiunque passasse facesse un rumore simile ad un cinguettio di un uccellino; questo serviva ovviamente come sistema di allarme per lo shogun contro attacchi di ninja nemici. Funziona ancora!

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Zona Est _ Higashiyama

Ad Higashiyama si assapora l’essenza dell’antico Giappone. Arrivate al tempio Nanzenji e incamminatevi in una passeggiata silenziosa e meditativa: è il sentiero del filosofo. Una stradina di pietre che affaccia sul canale con alberi di ciliegi a fare da sfondo.

IMG_7064.JPGLa camminata dura una mezz’oretta, ma mentre passeggiate la tentazione di fermarsi nei negozietti secolari gestiti da dolcissime vecchine che vendono kimono usati o cuciti proprio da loro, sarà troppo forte, prevedete di più del tempo necessario per arrivare fino al tempio Ginkakuji.

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lei è la vecchina dove abbiamo comprato i kimoni realizzati da lei

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e il suo stupendo negozetto

Dirigetevi poi al templio Kyomizudera, che affaccia su minuscole viuzze di casine in legno tipiche giapponesi e dove ti sembrerà che possa uscire una geisha da un momento all’altro. Siamo vicini a Gion la zona dove vivevano le famose accompagnatrici. Se avete visto il film “memorie di una Geisha” (e che vi consiglio vivamente di vedere prima di partire) vi aspetterete che la piccola Chiyo sbuchi di corsa da un momento all’altro.

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una ragazza in uno stupendo kimono

Purtroppo l’unica zona in cui troverete molta confusione (a meno che non siano le 6 di mattino), è proprio quella della salita al tempio. Tanta gente, tanti negozi di souvenir, e una salita che ti farà davvero sudare.

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Arrivati in cima però vi ritroverete dentro un meraviglioso complesso di edifici che formano il tempio, all’interno si trova anche una cascata. In ogni angolo vedrete zone sacre dove i credenti compiono gesti particolari, dal lavare le mani prendendo l’acqua con un mestolo, al suonare una campana per un numero di volte e poi procedere con la preghiera, o sollevare un bastone da un buco nel pavimento.

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questo lo avevamo imparato alla cerimonia del tè!

Oltre alla bellezza di questo complesso vi colpiranno le persone: qui la maggior parte delle donne, vengono vestite con kimono e splendide acconciature. Anche i turisti non sono da meno!

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Chador e Kimono, stupende !

Zona ovest – Arashiyama

Partite dalla famosissima foresta di bambù. Non disperderò tante parole per questa perchè, poi come per ogni viaggio, parti con una cosa che vuoi vedere assolutamente e che reputi meravigliosa, e poi quando sei lì la delusione è dietro l’angolo; al contrario per fortuna rivaluterete cose a cui non avreste dato una cippa. Quindi, sì, la foresta di bamboo non mi ha entusiasmato, si fa la passeggiata in questo sentiero con i bamboo altissimi e dopo un po’ si ritorna indietro, noi abbiamo beccato più zanzare qui che nelle paludi delle everglades, siamo praticamente scappati.

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io che cerco di grattarmi le gambe con nonchalance in mezzo ai bamboo

Usciti da qui siamo passati sul ponte Togestu-kyo dove i pescatori utilizzano particolari modalità di pesca, con l’acqua a mezzo busto sotto una piccola cascata lavorando con reti e corde annodate.

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Con una passeggiata di circa quaranta minuti in salita nel bosco siamo arrivati fino al Monkey Park dove si ha anche una bella vista di Kyoto (quando siamo stati noi spioveva e il cielo era di un grigio molto monotono..). Questo parco è in realtà una piazzola in cima al sentiero (che abbiamo fatto bene anche con i bambini: ci sono delle soste nel mezzo perchè come salita tira un po’) dove le scimmie stanno libere tra di loro a terra o sugli alberi. E’ severamente proibito toccarle, uno perchè non sono così simpatiche e rischi di farti male, due perchè il guardiano non è simpatico nemmeno lui e ti sgrida appena provi a fare un passo verso le scimmie. E’ presente però una gabbia dove si può entrare liberamente e dare da mangiare alle scimmie attraverso delle grate, mangiare a pagamento ovviamente, e anche l’ingresso al parco è a pagamento. Carino, ma consigliato se avete dei bambini magari.

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noi, dentro la gabbia

Come ultima tappa siamo andati al Golden Temple. Dopo una breve passeggiata introduttiva te lo ritrovi davanti in mezzo al laghetto ed è davvero una meraviglia. Nonostante il cielo grigio il tempio risplendeva di luce propria e l’oro delle pareti si rifletteva nelle nuvole. Il nostro unico inconveniente è stato che proprio qui è cominciato un grosso temporale che ci ha completamente lavati, inoltre tra k-way, zaini e ombrelli la ressa era davvero insostenibile.

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da notare le gocce che cadono sul laghetto…

La pioggia non ha comunque fermato il mio shopping ossessivo-compulsivo per la stupenda e caratteristica via principale di Higashiyama. Negozietti labirintici pieni di cestini, gabbiette per grilli (che abbiamo ovviamente comprato perchè mi ricordava troppo Mulan), ventagli, fazzoletti per impacchettare anche la nonna e mini bonsai.

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le gabbiette

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Ultima tappa, non perdetevi il Fushimi Inari

Si trova nella periferia di Kyoto, noi ci siamo stati tornando da Nara. La scelta non è stata delle più felici perchè abbiamo trovato tantissima tantissima gente. Abbiamo fatto proprio a spinte. Se potete fermatevi la mattina, prima di arrivare a Nara. E’ una tappa che vi impiegherà non più di 30 minuti. Attenzione ai treni perchè solo il regionale fa tappa qui, mentre il veloce la salta.

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Come già saprete si tratta di un percorso in salita dove passerete attraverso questi torii rossi piantati uno dietro l’altro. Lo vedete all’inizio del film “memorie di una Geisha“, ma non aspettatevi il tempio finale dove la bambina si ferma a pregare perchè non è lì. La salita è davvero lunghissima, ci sono due ingressi che potrete usare uno per salire e uno per la discesa, ad un certo punto si incontrano e diventano un solo percorso che si inerpica su per il monte. Noi ci siamo fermati all’incontro scendendo dal lato opposto, anche perchè, dopo un po’ che cammini è sempre la stessa vista.

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