L’alba in malga è una cosa pazzesca

Svegliarsi nel pieno della notte in una baita sperduta tra le Dolomiti, attraversare la foresta con la sola luce delle stelle e della luna ascoltando i grilli cantare. Arrivare in cima e vedere il sole che lentamente illumina il cielo e loro, le cime più belle mai viste. Ma il bello comincia adesso..A volte ci ritroviamo a girare per il mondo, vedere megalopoli o borghi alla fine della terra, finendo per non accorgerci che in Italia di bello, anzi di bellissimo ce ne è ovunque.

Pensate che Caterina ha visto prima Londra e New York di Roma e durante il viaggio in treno per la capitale mi ha chiesto che lingua si parlasse lì !! Ci siamo ripromessi così di portare i bimbi in giro per l’Italia, qualche tappa ogni anno.

Quest’anno, dopo aver visto molte meravigliose città in Italia, abbiamo optato per le nostre montagne. Inoltre come per tutti i viaggi, spingo a vivere le esperienze del posto, a fare e non solo a vedere. Ecco perchè abbiamo scelto l’esperienza dell’Alba in Malga in Trentino organizzata dalla ApT San Martino.

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E’ luglio, partiamo di venerdì dalla nostra assolata e molto accaldata Rimini, direzione Caoria, un minuscolo paesino del Vanoi. Arriviamo nel pomeriggio dove ci incontriamo con la guida e altre due famiglie che vivranno l’esperienza insieme a noi. Lasciamo le macchine e insieme iniziamo la camminata per raggiungere Prà dei Tassi, la baita che ci farà da rifugio per la notte. Durante il percorso ci fermiamo a vedere degli anchi Masi e la guida ci spiega come funzionavano: al piano superiore ci si dormiva, quello inferiore destinato al bestiame e quello intermedio alla cucina e alle attività quotidiane della famiglia; e come, per tutto l’anno, la vita girava intorno a questi masi alternando allevamenti e agriculture diverse.

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Per cena ci fermiamo all’Osteria della Siega dove le ragazze ci hanno preparato con cura una cena tipica trentina, dalle pere con il miele e formaggio ai canederli per finire con uno strudel pazzesco! Non c’è da dire che tutto era una meraviglia e da leccarsi i baffi!

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Sono ormai le 21 e ci apprestiamo ad andare a dormire nella nostra baita. Si tratta di una semplicissima casetta in legno con i letti al piano superiore e i bagni di sotto, la cucina è in una dependance esterna. Dormiamo tutte le famiglie insieme su letti a castello, e i bambini fanno subito amicizia! Qualche chiacchiera e poi subito a nanna, ci aspetta una sveglia molto presto.

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La nostra casina per la notte

Alle 3.30 la guida inizia a svegliarci, ci prepariamo velocemente, l’odore del caffè gentilmente preparato da una ragazza della compagnia ci accompagna all’esterno. Lo beviamo nel buio della notte, con i grilli che cantano e le stelle che fanno da luce. E’ ora di partire, l’alba non aspetta. Facciamo un pezzo a piedi lungo la strada nella foresta dove ci fanno compagnia le nostre pile; i bimbi appena svegli sono già entusiasti. In fila raggiungiamo la navetta che ci portarà in cima, alla malga a 1700mt.

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Quando arriviamo sono le 4.40 e il cielo sta già cominciando a schiarire. Siamo in cima e qui l’alba arriva presto, il sole sorge dietro ai monti illuminando piano piano tutto il cielo, e quando arriva in alto lo vedi già tondo e luminoso; non come da noi che lo vedi tagliato dall’orizzonte del mare. Ci fermiamo per qualche minuto a osservare l’immensità delle cime ancora in ombra, ma adesso il lavoro ci chiama!

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Qui la mattina si comincia molto presto e questa è l’ora perfetta per mungere le mucche, anche perchè alle 8.00 passerà il trasportatore e il latte deve essere pronto! E oggi toccherà a noi aiutare Dimitri e sua moglie Lily! E’ freddissimo, ci sono 4 gradi, così ci fiondiamo dentro la stalla che non è riscaldata, ma le mucche aiutano a mantenere il tepore.

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Un piccolo appunto: se vi capita di andare in una stalla, ricordatevi che siete in una stalla, l’odore non è di violette e impari presto che quando una mucca alza la coda in alto da un momento all’altro partirà un idrante di pipì e poi una cacca megagalattica, scappate lontano perchè gli schizzi potrebbero raggiungervi anche a distanza; attenti poi anche a dove camminate! I bambini si sono ribaltati dalle risate! Ma qui, Dimitri ci fa provare l’esperienza di mungere le mucche cosa che non dimenticherò mai.

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Munto il latte, la maggior parte viene trasferita nel laboratorio di scrematura dove viene pulito e poi versato nei contenitori per essere trasportato a valle.

L’altra parte invece passa al laboratorio di burrificazione dove Lily è pronta per mostrarci come si crea il Botero tradizionale. Fare il burro è difficilissimo, e qui viene ancora fatto a mano. Con molti passaggi di acqua alternata calda e fredda in una grande impastatrice, il latte si trasforma piano piano in latticello e poi in burro. Con le mani passate prima nell’acqua ghiacciata (io soffro di geloni e ho davvero sofferto a vederli) si lavora il burro, molto velocemente, impastandolo come fosse pasta frolla; solo il pensiero di riuscire a impastare il burro e renderlo una forma con le mani nude è per me una impresa fenomenale. Lily mette poi il burro nella forma e in pochi secondi è pronto. I Boteri saranno poi venduti nelle botteghe a valle.

Mentre assistiamo alla preparazione le ragazze dell’AtP San Martino ci hanno preparato una colazione sul prato straordinaria. Solo prodotti locali del trentino, un assaggio di latte freschissimo appena munto (attenzione perchè è ancora pieno di enzimi che ti mandano immediatamente al bagno), marmellate, torte, botero, pane fresco e caffè. Ci accompagna solo il rumore dei campanacci delle mucche, che Dimitri fa uscire per mandare al pascolo, e da sfondo l’immensità delle montagne. Che meraviglia.

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