Lo spettacolo della natura: è l’Antelope Canyon.

Prima la magia. Chiudete gli occhi ed entrate con noi nel canyon.

È caldo, nella strada che vi porta al canyon, e la polvere rossa sollevata dalla jeep annebbia un po’ la vista, ve lo ritroverete davanti: uno spacco nella roccia che mette anche un po’ paura, sembra buio dentro.

E’ quando metti il piede dentro al canyon che gli occhi si illuminano. Non è buio, la luce è bassa e calda, senti un brivido che ti percorre la schiena. Il caldo dell’esterno non c’è più e con la mano accarezzi la parete: è fredda e la sua maestosità ti trasmette tutta la sua energia.

Dentro al canyon gli occhi si riempiono dei colori più belli che ci siano. Il rosso che si fonde con l’arancione, il beige della sabbia a terra, il marrone caldo delle ombre e poi il giallo accecante della luce che esplode dall’alto e cade giù illuminando le ombre.

Il passaggio attraverso al canyon è stretto, ma le pareti striate e le rocce di strane forme ti fanno credere di essere in un sogno. Guardando su, non potrete che rimanere a bocca aperta davanti a questo spettacolo pazzesco. Impossibile da descrivere quello che si prova.

Fermatevi, cancellate le persone che avete accanto, sentite l’aria fresca che attraversa il canyon, la luce che vi abbraccia e le pareti ondulate che vi trasportano in un mondo incantato, il tempo non c’è più.

Pensare che in tutta questa bellezza, l’uomo non c’entra niente, viene solo da ringraziare chiunque ci sia dietro a questa natura perfetta ed essere grati per essere qui, piccoli davanti a questo spettacolo immenso.

Perché la magia funzioni e vi trasporti in questo sogno, una volta dentro al canyon dovete preparavi al peggio. Se sarete pronti a tutto quello che segue potrete rilassarvi e vivervi la visita, se arriverete là pensando di essere nel mondo fatato, ecco, rimarrete molto delusi dalla triste realtà. Questa.

Leggere bene prima di partire:

Partiamo dal principio: la visita va prenotata, soprattutto se volete vedere i fighissimi fasci di luce che cadono dall’alto perché si vedono solo quando il sole è alto e cioè alle visite dalle 11.00 alle 13.00.

Il canyon è gestito da diverse compagnie quindi scegliete quella che più vi aggrada online e prenotate al più presto. Il pagamento lo farete là al momento. Noi siamo andati con la Antelope Canyon Navajo Tour che si è dimostrata affidabile. Il costo è di 60$ per gli adulti e 30$ per i bambini tasse incluse; non sono incluse invece le tasse di soggiorno del territorio navajo di 8$ a testa da dare rigorosamente in cash.

Riceverete così una mail di conferma da portare con voi al momento della prenotazione dove si raccomandano di presentarti almeno 1 ora prima del tour o passata mezz’ora daranno via il tuo posto. Nella stessa, ti scrivono tutte le info sul ritrovo con tanto di mappa, trovarlo sarà davvero semplice perchè insieme a voi partiranno altre 100 persone quindi ci sarà una gran quantità di auto nel parcheggio. Lo troverete.

In caso di cattivo tempo il tour è cancellato e il canyon rimane chiuso a causa della pericolosità: con brutti temporali si riempie d’acqua.

Altro problema che potreste avere è il fuso orario. Se ancora non lo sapete nello stato dello Utah (dove c’è la Monument Valley) hanno un’ora di differenza da quello dell’Arizona. Un’ora indietro per precisione. Dentro l’Antelope Canyon i Navajo hanno deciso che l’orario da rispettare è quello dello Utah nonostante si trovi nella cittadina di Page in Arizona. Giusto per rendervi le cose più complicate! Ora, mettetevi a tavolino e cercate di decifrare a quale cavolo di ora dovrete presentarvi dagli indiani. Per nostra fortuna nella mail ricevuta ci hanno sottolineato che tutti gli orari da loro indicati rispettavano l’orario di Page, quindi niente strani calcoli. Benone.

Come si è svolta la nostra giornata

Ci svegliamo al Grand Canyon, dove abbiamo dormito, carichiamo i bagagli e partiamo alle 9.00 in punto; la visita prenotata è quella delle 11.00.

Il viaggio scorre tranquillo e arriviamo come da previsto. Alla cassa una scortese signora indiana inizia a infamarmi per aver ritardato troppo. Faccio notare che nella mail c’era scritto che bastava arrivare mezz’ora prima per non perdere il posto, ma quella continua a sbraitare in un incomprensibile americano. Alla fine mi prende comunque i soldi e mi allunga i biglietti. Il primo passo è fatto.

Ci mettiamo seduti sotto ad un tendone ad aspettare che ci chiamino. Davanti a noi almeno 20 jeep pronte per partire. Aspettiamo per più di 1 ora e inizio anche a scocciarmi, data la sfuriata che la signora mi aveva fatto e il loro non rispetto dei tempi.

Finalmente arriva il momento. Saliamo sulle jeep e tutte insieme partono nel sentiero desertico di terra rossa. Ci vogliono una decina di minuti in mezzo alla polvere per raggiungere il canyon. Arrivati troviamo le guide navajo che un po’ alla volta ci fanno entrare.

Al contrario delle indiane alla cassa, le guide sono davvero gentili e ti aiuteranno in ogni modo a trovare il punto migliore per le foto, anzi spesso scatteranno loro per te! Talmente abituati a fare questi tour che sanno usare ogni tipo di cellulare e macchina reflex!!

Il nostro consiglio, oltre a cercare di scattare in fretta senza dar troppo fastidio agli altri e per non farvi sgridare dalle guide più severe, è quello di stare per ultimi nel gruppo. Questo perché tra un gruppo e l’altro si forma una sorta di bolla del tempo in cui non passa nessuno e avrete qualche secondo in più per concentrarvi.

Quindi, siete entrati nel canyon, è qui che il vostro training autogeno dovrà accendersi e cancellare tutti gli schiamazzi, parlottii, guide che urlano di fare veloce, click delle macchine fotografiche, gente che ti si mette in mezzo mentre scatti, polvere che si alza, cinesi che spingono……. Ssshhh chiudi gli occhi. Ci sei solo tu.

Buona visione.