Ma quanto sbrilluccica Las Vegas

Ci siamo catapultati a Las Vegas dopo l’intensa giornata alla Death Valley. Arriviamo sfiniti che sono le 6 di sera, ma le luci che stanno per accendersi brillano più che mai nei nostri occhi. E’ vero, Las Vegas ti cattura!

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La nostra serata a Las Vegas

Un po’ spaesati e in mezzo al traffico della Strip troviamo il nostro centralissimo hotel: Il Paris. Completamente a tema francese con una splendente copia della Tour Eiffel e l’ingresso sotto l’Arc de Triomphe.

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Parcheggiamo in autonomia l’auto nell’immenso parcheggio (al costo di 13€ a notte, mentre parcheggiata dall’autista ne volevano 30€) e cerchiamo l’ingresso. E qui vi voglio! Sembravamo degli scappati di casa, pieni di valigie, sudati e scapigliati dopo un intero giorno in macchina, ci ritroviamo a girare come matti per le finte strade di parigi al coperto alla ricerca di una hall. La troviamo dopo lungo vagare, ci danno le chiavi delle due stanze prenotate e una mappa per non rischiare di rimanere dispersi qui dentro qui a vita. Per nostra fortuna le due stanze erano comunicanti, ero già terrorizzata dall’idea di bambini dispersi alla ricerca della stanza della mamma. Lanciamo i bagagli, doccina, cambio rapido e giù a cercare una cena. Con l’ansia di perderci nuovamente ci fermiamo alla creperia dell’hotel dove malediremo quella scelta dato il pessimo rapporto qualità-prezzo. Buttiamo mezza crepes “mozzarella e pomodoro” nel bidone e cerchiamo l’uscita da questo inferno fatto di macchinette, dlin dlin e musica altissima.

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Passiamo porte e corridoi e poi altre porte e altri corridoi. E’ pazzesco l’uscita non si trova. Notiamo che stiamo passando da un hotel all’altro, leggiamo la scritta MGM e ci guardiamo intorno. Ma dove cavolo siamo finiti? Ormai esasperati e iniziando a litigare su quale strada prendere scorgiamo in lontanaza dei portoni in vetro, fuori sembra la strada, speriamo non sia un miraggio come quelli della Death Valley. Bene, anzi molto male: ci ritroviamo alle spalle dell’hotel. La zona è buia e non c’è anima viva, non sembra nemmeno di essere più a Las Vegas! Cerchiamo punti di riferimento e vediamo la mega ruota panoramica del Linq hotel. Ok rimaniamo uniti e puntiamo là nella speranza che ci sia una strada che ci porti alla Strip. Dopo un quarto d’ora di camminata (sembrava davvero non arrivare più) siamo sotto la ruota e da lì si apre un illuminatissimo viale che ci porterà sani e salvi alla tanto agognata Strip (che altro non è la via principale dove affacciano tutti gli hotel). Evvai.

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Ce lo avevano detto che gli hotel di Las Vegas sono stati creati come dei veri e propri labirinti, in questo modo la gente passa da una slot all’altra e nella ricerca dell’uscita sei sempre tentato a fermarti al tavolo da gioco.

E così eccoci. Intorno a noi hotel di ogni genere, luci, musica, enormi fenicotteri, statue di Giulio Cesare e una fontana di Trevi, negozi di soli liquori e poi.. gente. Tantissima gente; in alcuni punti siamo proprio schiacciati, non oso pensare cosa sia il weekend. Passiamo davanti al Mirage, al Treasure Island e al Venetian, poi al Caesar Palace e al Bellagio.

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Ok lo devo ammetere: mi ero studiata la mappa di Las Vegas. Se mi leggete saprete che sono una sociopatica compulsiva dell’organizzazione dei viaggi e sapevo a memoria la posizione degli hotel: devo dire però che almeno fuori non ci siamo persi! Al di dentro degli hotel sono convinta che si perdano anche i camerieri.

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Da notare il cartello “portami a casa!”

A Las Vegas troverete tutto ciò che desiderate. Volete andare sulle montagne russe? All’hotel New York. Uno spettacolo di magia? Ma certo qui si esibisce David Copperfield! Preferite rilassarvi in una Spa? Sicuramente il vostro hotel ne avrà una pazzesca, o godetevi la piscina all’aperto. Volete mangiare fino allo sfinimento? Qua troverete i buffet più grandi mai visti. Sono le 3 di notte ma avete una voglia irrefrenabile di cupcakes e tutte le pasticcerie sono chiuse? Questa è pazzesca: c’è il distributore automatico di cupcakes. Io lo voglio a casa.

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E’ pure tutto rosa. Ma cosa si può volere di più dalla vita?

Per chiudere la serata ci guardiamo lo spettacolo delle fontane del Bellagio, la musica è quella del musical Chicago e sono proprio belle! Per un attimo mi sembra di essere nel film “Ocean 8” dopo la rapina!

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Las Vegas non dorme mai e avremmo potuto girovagare ancora per ore e ore, ma ci rendiamo conto di essere distrutti dalla giornata e infondo Las Vegas per noi poteva bastare così.

Ma in realtà non è finita qui perchè non potevamo scappare da Las Vegas senza aver fatto una pazzia delle nostre…..click qui.

Info utili:

Non andate il weekend. Durante la settimana c’era già il pienone immaginate cosa può essere nel weekeend. Inotre i prezzi sono raddoppiati.

I bambini possono attraversare i bar con le slot ma non possono fermarsi. In realtà ho visto signore alle slot giocare con fervore con carrozzine accanto. Io che non so nemmeno come si gioca al gratta e vinci ho lasciato perdere (e lo stesso il maritino)

La stanza al Paris ci è costata sui 100€ per una notte, prenotata su Booking. Non fatevi problemi a prenotare su questi siti, in america prenotare online è la normalità. La stanza era con vista e credetemi li vale tutti i bigliettoni, per lo meno io non credo di tornare presto a Las Vegas e volevo vivere il top!

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La vista dalla nostra stanza

Le fontane del Bellagio sono davvero belle, ma non funzionano sempre. Trovate gli orari sul loro sito, ma all’incirca sono ogni mezz’ora e solo di sera. L’ultimo mi sembra sia alle 23.30.

La temperatura esterna è sempre sui 30 gradi, del resto siete in mezzo al deserto. Quella interna sui 10: il cardigan della nonnina in America sarà il vostro miglior amico.

– La famosa scritta non è vicina alla Strip, dovrete arrivarci in macchina. Devo dire che anche con il navigatore che segna proprio Las vegas Sign non è stato facilissimo. C’è un parcheggio proprio vicino e ad ogni ora che andrete troverete tanta tanta fila. La fila dura in eterno perchè non c’è nessuno a ostacolarvi nel fare anche 700 foto. Ma c’è un piccolo trucco da seguire per non perdere tutto questo tempo. Arrivate alla scritta e posizionatevi esattamente sulla sua destra, mettevi in posa (non darete fastidio a nessuno, la scritta è enorme) in modo da risultare più vicini alla macchina fotografica che alla scritta (piccolo gioco di prospettiva) e avrete la vostra super foto!

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La fila….

La periferia. Per errore il navigatore ci ha portato alla periferia di Las Vegas perchè una delle austrade era chiusa per lavori. E’ qui che ho davvero capito il telefilm C.S.I Las Vegas. La città dalle mille luci non è davvero solo sbrilluccichio e slot machine. Appena fuori vi ritroverete in mezzo a delinquenti, barboni e catapecchie. Fermi al semaforo i passanti ci guardavano mano male e una signora a metà incrocio ha iniziato a urlarci dietro. Io ho avuto davvero paura.

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La Strip a piedi. La mattina al risveglio volevamo arrivare dal Paris al New York passando dagli hotel non visti la sera prima. Abbiamo pensato di farla a piedi. Il problema di Las Vegas è che tutto sembra vicino invece tutto è molto molto lontano. Dopo un’ora di camminata il New York era ancora lontanissimo da noi così abbiamo siamo tornati in hotel, abbiamo preso l’auto e ci siamo girati la Strip così. C’è talmente tanto traffico che vedrete bene tutto con calma!

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